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Digastrico: il "nodo in gola" che viene dai muscoli

Il digastrico è un muscolo sottile sotto la mandibola, formato da due ventri uniti da un tendine: uno parte da dietro l'orecchio, l'altro arriva sotto il mento. Fa parte dei muscoli della parte anteriore del collo, che aiutano ad aprire la bocca, a deglutire e a parlare, e stabilizzano il collo.

I trigger point di questi muscoli sono spesso trascurati. Il digastrico può dare un dolore sotto l'orecchio che sembra venire dallo sternocleidomastoideo, oppure un dolore agli incisivi inferiori, e una fastidiosa sensazione di nodo in gola.


A cosa servono questi muscoli

  • Digastrico: aiuta ad aprire la bocca, soprattutto quando la apri al massimo; porta indietro la mandibola; solleva l'osso ioide quando deglutisci, tossisci o parli.

  • Muscoli sopraioidei: aprono la bocca e sollevano lingua e ioide nella deglutizione.

  • Muscoli sottoioidei: fissano e abbassano lo ioide.

  • Lungo del collo e lungo della testa: sono i flessori profondi del collo e lo stabilizzano. Spesso sono indeboliti dopo un colpo di frusta o in chi ha cervicalgia.


Anatomia in breve

Origine Inserzione
Ventre posteriore Incisura mastoidea dell'osso temporale Tendine intermedio, fissato all'osso ioide
Ventre anteriore Tendine intermedio Fossetta digastrica della mandibola, sotto il mento
  • Innervazione: ventre anteriore: nervo miloioideo (dal trigemino, V nervo cranico); ventre posteriore: nervo facciale (VII nervo cranico). Lungo del collo: rami ventrali di C2-C6; lungo della testa: C1-C3.

  • Vascolarizzazione: ventre anteriore: ramo sottomentale dell'arteria facciale; ventre posteriore: arterie auricolare posteriore e occipitale.

  • Curiosità: i due ventri del digastrico sono quasi privi di fusi neuromuscolari, a differenza dei muscoli che chiudono la bocca.


Quali movimenti compiono

  • Apertura della bocca: soprattutto l'apertura completa o forzata. Per l'avvio dell'apertura conta di più il pterigoideo laterale.

  • Retrazione della mandibola.

  • Sollevamento dello ioide nella deglutizione, nella tosse e nella fonazione.

  • Flessione e stabilizzazione del collo (lungo del collo e della testa).

Muscoli che lavorano con il digastrico (sinergici): stiloioideo, miloioideo, genioioideo e pterigoideo laterale (apertura).

Muscoli con azione opposta (antagonisti): massetere, temporale e pterigoideo mediale (chiusura).


Dove senti il dolore

  • Ventre posteriore: sotto e dietro l'orecchio, nella parte alta dello sternocleidomastoideo; in misura minore in gola, sotto il mento e sulla nuca. A volte anche orecchio, guancia, ATM e tempia.

  • Ventre anteriore: incisivi inferiori e gengiva sotto di essi, lingua; a volte lungo la mandibola fino all'ATM.

  • Lungo del collo: parte anteriore del collo, a volte la nuca e la zona attorno a orecchio e occhio.


Sintomi che possono far pensare a questi muscoli

  • Difficoltà a deglutire, sensazione di nodo o di qualcosa che "resta fermo" in gola.

  • Dolore sotto l'orecchio che persiste anche dopo aver trattato lo sternocleidomastoideo.

  • Mal di denti agli incisivi inferiori con denti sani.

  • Tendenza a evitare di girare la testa da un lato, perché il movimento risveglia il dolore.

  • Dolore al collo che non passa trattando solo i muscoli posteriori.


Le cause più frequenti

  • Bruxismo e chewing gum.

  • Mandibola tenuta indietro a lungo.

  • Respirare con la bocca, che tiene la mandibola abbassata e indietro e accorcia il digastrico.

  • Testa protesa in avanti.

  • Colpo di frusta e cadute all'indietro.

  • Traumi al collo o episodi di soffocamento.

  • Esercizi addominali fatti tirando la testa con il collo, senza controllo.

  • Più schermi disposti male, che costringono a girare la testa.


Con cosa si può confondere

Il dolore di questi muscoli può somigliare a problemi dentali, disturbi dell'ATM, dolore dello sternocleidomastoideo e a disturbi della deglutizione di altra origine. Nella parte anteriore del collo vanno escluse condizioni come infezioni, tumori, sindrome di Eagle o tendinite calcifica retrofaringea.

Rivolgiti al medico se la difficoltà a deglutire peggiora o riguarda anche i liquidi, se perdi peso, se compaiono gonfiori o noduli nel collo, febbre, raucedine che dura più di 2-3 settimane o sangue nella saliva.


Cosa puoi fare a casa

  • Respira dal naso e con il diaframma.

  • Lingua a riposo sul palato, dietro gli incisivi superiori, labbra chiuse e denti separati.

  • Testa allineata sopra le spalle, non protesa in avanti.

  • Schermi davanti a te: se ne usi due, mettili a "V" con il centro davanti al naso. Evita le lenti progressive per lavori lunghi al computer.

  • Pause ogni 20-30 minuti, magari in piedi ogni volta che rispondi al telefono.

  • Esercizi addominali: sostieni la testa e non tirarla con il collo.

  • Stop a chewing gum e denti serrati.

Questi consigli non sostituiscono una valutazione.


Come lavoriamo in Clinica Rigenera

Il percorso inizia con una valutazione fisioterapica del collo, della mandibola e della deglutizione, dopo aver escluso con il medico le cause non muscolari.

Il trattamento può includere:

  • terapia manuale e rilascio dei trigger point dei muscoli anteriori del collo e masticatori;

  • trattamento dello sternocleidomastoideo, spesso coinvolto insieme al digastrico;

  • esercizio terapeutico per i flessori profondi del collo;

  • rieducazione del respiro e della posizione di riposo della lingua;

  • consigli personalizzati su postazione e abitudini.

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Domande frequenti

La sensazione di nodo in gola può essere muscolare? Sì: i trigger point del ventre posteriore del digastrico possono dare difficoltà a deglutire e la sensazione di qualcosa fermo in gola. Va però sempre esclusa prima una causa non muscolare con il medico.

Perché mi fanno male gli incisivi inferiori se il dentista dice che sono sani? Il ventre anteriore del digastrico, sotto il mento, porta il dolore proprio agli incisivi inferiori e alla gengiva sotto di essi.

Respirare con la bocca può dare dolore? Sì. Tiene la mandibola abbassata e indietro, accorcia il digastrico e peggiora la postura della testa: tutti fattori che favoriscono i trigger point.


A cura del Dott. Ft. Riccardo Castellini, fisioterapista dal 2006, fondatore di Functional Trigger Point e Fisioterapia Avanzata, docente di corsi sul trattamento dei trigger point e relatore a convegni. Nel 2011 ha ideato con il fisioterapista Marco Rovatti l'approccio funzionale al trattamento del dolore miofasciale; dal 2013 lo insegnano e hanno formato oltre 1.000 fisioterapisti in Italia e in Europa.
Ultima revisione clinica: 2 novembre 2026.

Contenuto informativo: non sostituisce la visita di un professionista sanitario. Bibliografia: Donnelly JM et al. Travell, Simons & Simons' Myofascial Pain and Dysfunction: The Trigger Point Manual. 3rd ed. Wolters Kluwer; 2019.

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