Prevenzione del tumore al seno: conoscere, prendersi cura, prevenire
- Roberta La Vela
- 28 ott
- Tempo di lettura: 9 min
Il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne, ma la prevenzione può fare la differenza. Scopri come stile di vita, movimento e consapevolezza corporea aiutano la salute femminile.

Un passo indietro: i numeri e la realtà della prevenzione
Il tumore al seno rappresenta oggi la neoplasia più diagnosticata nelle donne: secondo i dati AIOM 2024, in Italia si registrano ogni anno circa 56.000 nuovi casi. Grazie ai programmi di screening mammografico e alla diagnosi precoce, la sopravvivenza a 5 anni ha raggiunto l’88%, ma la prevenzione primaria rimane la vera chiave per ridurre l’incidenza della malattia.
Prevenire significa agire prima, attraverso comportamenti e stili di vita che proteggono il corpo, regolano i processi ormonali e infiammatori e favoriscono l’equilibrio generale. È un concetto che va oltre il semplice “non ammalarsi”: significa coltivare la salute ogni giorno, ascoltare i segnali del proprio corpo e mantenerlo in movimento.
In cosa consiste la prevenzione del tumore al seno?
La prevenzione del tumore al seno comprende tre livelli:
Primaria, che mira a ridurre il rischio di sviluppare la malattia intervenendo sui fattori di rischio modificabili (alimentazione, attività fisica, peso, alcol, fumo, stress);
Secondaria, che riguarda la diagnosi precoce attraverso screening periodici;
Terziaria, rivolta a chi ha già affrontato la malattia e desidera ridurre il rischio di recidive e migliorare la qualità di vita.
In Clinica Rigenera, la prevenzione viene intesa come un percorso di consapevolezza e cura integrata, in cui osteopatia, fisioterapia e nutrizione si incontrano per sostenere la donna nella sua globalità.
Stile di vita e prevenzione: il corpo come primo indicatore di salute
Diversi studi internazionali confermano che una parte significativa dei tumori al seno — circa il 30–40% — può essere prevenuta attraverso comportamenti salutari e scelte quotidiane consapevoli (World Cancer Research Fund, 2023; OMS, 2024).
La prevenzione, in questo senso, non è un concetto astratto ma una pratica concreta.
Tra i principali fattori protettivi riconosciuti:
Attività fisica regolare: muovere il corpo, ossigenare i tessuti
- L’esercizio fisico regolare è uno dei fattori più protettivi nei confronti del tumore al seno. Praticare almeno 150 minuti di attività moderata a settimana — come camminata veloce, nuoto, yoga o pilates — può ridurre il rischio di carcinoma mammario fino al 30% (WCRF 2023).
- Il movimento migliora la funzione ormonale, stimola la circolazione linfatica, riduce l’infiammazione sistemica e favorisce il benessere psicologico. Non si tratta solo di “bruciare calorie”, ma di attivare il corpo in modo armonico e costante.
Controllo del peso corporeo: l’equilibrio ormonale inizia dai tessuti
-Il tessuto adiposo non è un semplice “deposito di grasso”: è un organo endocrino attivo, che produce ormoni e sostanze infiammatorie (come leptina e citochine) in grado di influenzare la proliferazione cellulare. Un eccesso di grasso corporeo, soprattutto in età post-menopausale, aumenta il rischio di tumore al seno per la maggiore produzione periferica di estrogeni e per l’infiammazione cronica di basso grado (AIOM 2024).
Riduzione dell’alcol e stop al fumo: proteggere i tessuti dall’infiammazione
Il consumo di alcol è oggi riconosciuto come un fattore di rischio certo per il carcinoma mammario, anche a basse dosi. L’alcol interferisce con il metabolismo degli estrogeni e genera stress ossidativo nelle cellule, favorendo mutazioni del DNA. Il fumo, allo stesso modo, contribuisce a uno stato infiammatorio cronico e altera la vascolarizzazione dei tessuti.
Gestione dello stress e qualità del sonno: armonizzare l’asse neuroendocrino
Lo stress cronico e il sonno frammentato sono oggi considerati fattori indiretti di rischio oncologico, poiché influenzano l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e alterano la produzione di cortisolo e melatonina. Questi ormoni regolano non solo il ritmo circadiano ma anche la funzione immunitaria e la crescita cellulare.
La perdita di un equilibrio fisiologico tra “attivazione” e “riposo” porta a un corpo costantemente in allerta, che tende a trattenere tensioni e infiammazione.
Prendersi cura del corpo
La cura del corpo è la somma di piccoli grandi gesti quotidiani.
L’osteopatia è una disciplina sanitaria che può aiutare a mantenere il corpo in salute, migliorando la mobilità articolare e globale del corpo, la funzione respiratoria e la simmetria posturale.
Qualsiasi limitazione della mobilità corporea può influire negativamente sulla circolazione vascolare e linfatica, riducendo l’efficienza degli scambi metabolici nei tessuti. Quando il movimento viene meno, si crea una condizione di stasi, che nel tempo può compromettere il trofismo cellulare e la funzionalità locale. Un bacino rigido o un diaframma poco mobile, ad esempio, possono limitare l’ampiezza del respiro e ostacolare il corretto ritorno linfatico. Il trattamento osteopatico, attraverso il ripristino della mobilità e dell’elasticità dei tessuti, favorisce la circolazione, migliora gli scambi metabolici e restituisce fluidità al movimento, rendendolo più naturale ed efficiente. Una migliore qualità del movimento porta anche ad un miglioramento della funzione digestiva e del metabolismo tissutale. Attraverso tecniche viscerali e fasciali, può favorire il corretto funzionamento del sistema linfatico e circolatorio, migliorando il drenaggio e riducendo la sensazione di gonfiore o pesantezza.
Per quanto riguarda lo stress, mediante l’osteopatia è possibile agire sul sistema nervoso autonomo. Attraverso tecniche cranio-sacrali e di bilanciamento fasciale, è possibile ridurre il tono simpatico, migliorare la qualità del respiro e favorire un sonno più profondo e rigenerante.Molte pazienti riferiscono, dopo un ciclo di trattamenti, un miglior senso di calma e centratura, segno che il corpo ha ritrovato la sua autoregolazione.
a cura della Dott.ssa R. La Vela
Alimentazione e prevenzione del tumore al seno
Le scelte nutrizionali che quotidianamente portiamo sulle nostre tavole rappresentano le prime azioni di tutela e protezione della nostra salute, intesa come “completo benessere fisico, mentale e sociale”.
Una sana alimentazione, associata ad uno stile di vita attivo, si è dimostrata negli anni, e tutt’ora si riconferma come uno degli strumenti più efficaci per prevenire, o quantomeno ritardare, la comparsa di molte malattie, tra cui il tumore al seno.
Ma cosa significa “sana alimentazione”?
Possiamo definire “sano” uno stile alimentare capace di garantire un apporto di nutrienti ottimale, in grado di soddisfare i fabbisogni dell’organismo, e di fornire un adeguato apporto di molecole bioattive capaci di offrire al nostro organismo protezione da fattori potenzialmente dannosi, come lo stress ossidativo, i radicali liberi, gli stati infiammatori...
Tra i modelli alimentari più diffusi e studiati, quello che si riconferma efficace per la prevenzione primaria è la Dieta Mediterranea.
Così come suggerisce il nome, “Dieta”, si tratta di un insieme di indicazioni comportamentali e nutrizionali che hanno il fine ultimo di favorire il completo benessere dell’individuo e del contesto che abita.
Lo stile alimentare promosso da questo modello è prevalentemente vegetale, dove cereali integrali, insieme a verdura, frutta, legumi, semi oleosi e olio extravergine di oliva, rappresentano la base con cui comporre il nostro piatto.
A questi alimenti possono poi essere aggiunti prodotti di origine animale, come pesce, latticini, uova e, in misura minore, carni bianche, a seconda delle scelte personali.
I prodotti trasformati, raffinati e dolciari trovano uno spazio marginale, con l’invito a consumarli in modo saltuario e, soprattutto, all’interno di uno stile di vita sano.
Il modello mediterraneo ci insegna inoltre come la prevenzione nasca dalla scelta di materie prime del proprio territorio, verso cui incoraggia il rispetto e la pratica di scelte sostenibili, dalla manutenzione delle nostre relazioni, con la cura della convivialità e delle tradizioni, dalla cura del sonno, dalla pratica di attività che ci tengano in movimento e all’aperto, a contatto con la Natura e, ultima ma non per questo meno importante, dalla cura dell’idratazione.
Concretamente, qual è l’effetto protettivo offerto dal modello mediterraneo?
- aiuta a raggiungere e mantenere un peso corporeo che sia adeguato rispetto alla propria struttura fisica, fattore questo chiave in termini preventivi, soprattutto se consideriamo che sovrappeso ed obesità sono tra i fattori di rischio per tumore;
- contribuisce al benessere del microbiota intestinale (flora batterica intestinale), un alleato silenzioso nel contrastare l’infiammazione e sostenere il sistema immunitario;
- sostiene una spiccata azione antiossidante e antinfiammatoria grazie all’incremento del consumo di verdura e frutta colorate, ricche quindi di polifenoli, flavonoidi, terpenoidi, antociani e altre molecole bioattive;
- promuove l’incremento del consumo di proteine di origine vegetale, azione questa che si traduce in un atto di cura non solo per la nostra salute ma anche per il benessere del nostro pianeta;
- offre un vantaggio in termini di riduzione dell’infiammazione sistemica grazie alla riduzione dell’apporto di acidi grassi saturi in favore dell’aumento del consumo di acidi grassi polinsaturi, soprattutto della serie omega 3 presenti nel pesce azzurro, nei semi oleaginosi (semi di lino) e nella frutta secca (noci);
- sostiene uno spiccato effetto protettivo e preventivo verso numerose patologie dismetaboliche ed oncologiche attraverso la riduzione del consumo di alimenti trasformati (es: insaccati) e ricchi in zuccheri semplici.
L’alimentazione si pone accanto alla medicina, all'osteopatia e alle scienze motorie in un approccio olistico e integrato che pone al centro la persona e le scelte, nutrizionali e non, che quotidianamente adotta.
Invito ad abbandonare la convinzione che la “Dieta” equivalga a rinunce e sacrifici; avere cura del proprio stile alimentare è un investimento sulla propria salute, presente e futura, è un atto di profonda consapevolezza che si fonda sul rispetto e sull’ascolto del proprio corpo.
Rendiamo ogni pasto un’opportunità per nutrirci con cura.
a cura della Dott.ssa L. Grimoldi
Diagnosi precoce: quando e come fare gli screening
La diagnosi precoce resta uno dei pilastri fondamentali nella lotta contro il tumore al seno. Secondo le linee guida del Ministero della Salute e dell’ISS (2024):
Le donne tra i 45 e i 74 anni dovrebbero effettuare una mammografia ogni due anni.
In presenza di familiarità o mutazioni genetiche (BRCA1 e BRCA2), il percorso deve essere personalizzato e anticipato.
Al di sotto dei 45 anni, la visita senologica annuale e l’ecografia mammaria rappresentano strumenti di controllo fondamentali.
L’educazione alla prevenzione, tuttavia, comincia prima: imparare a conoscere il proprio corpo e a riconoscere eventuali cambiamenti è parte integrante della salute femminile.
Autopalpazione: conoscere il proprio corpo per prevenire
Ogni ottobre, con la campagna Ottobre Rosa, ricordiamo quanto sia fondamentale la prevenzione nella salute del seno.
Ma la prevenzione non inizia solo con una mammografia o una visita specialistica: comincia da noi, ogni giorno, con un gesto semplice, gratuito e potente: l’autopalpazione del seno.
Conoscere il proprio corpo è il primo passo verso la prevenzione
L’autopalpazione è un atto di consapevolezza.Imparare a conoscere la forma, la consistenza e le eventuali variazioni del proprio seno permette di accorgersi precocemente di qualsiasi cambiamento, come noduli, retrazioni o secrezioni anomale.Non serve essere medici per accorgersene: serve solo ascoltare il proprio corpo.
Quando farla?
L’autopalpazione va fatta una volta al mese, sempre nello stesso momento del ciclo ormonale.Se hai il ciclo mestruale, il periodo migliore è 7-10 giorni dopo la fine delle mestruazioni, quando il seno è meno gonfio e dolente.Se sei in menopausa o non hai cicli regolari, scegli un giorno fisso al mese (ad esempio il primo giorno) per mantenere la routine.
Questo momento di ascolto ti permette di conoscere la tua normalità e accorgerti rapidamente di qualsiasi cambiamento.
Come farla correttamente?
Dedica 5 minuti. Ti servono solo le tue mani e un po’ di consapevolezza.
Davanti allo specchio
Osserva forma, simmetria, colore della pelle e dei capezzoli.
Alza le braccia, metti le mani sui fianchi e nota eventuali retrazioni o alterazioni cutanee.
Durante la doccia o sdraiata
Con le dita unite e piatte, palpa delicatamente il seno con piccoli movimenti circolari.
Segui un ordine (a cerchi, a spicchi o a righe verticali) per non tralasciare nessuna zona.
Controlla anche ascella e parte alta del torace, dove si estende il tessuto mammario.
Infine, esercita una leggera pressione sul capezzolo per verificare eventuali secrezioni.
Se noti un nodulo nuovo, un’area più dura, secrezioni, cambiamenti nella forma o nella pelle, non allarmarti ma contatta il tuo medico o senologo per un controllo.
La fisioterapia può essere una grande alleata nella prevenzione e nel recupero dopo interventi o percorsi oncologici. Un percorso fisioterapico mirato aiuta a:
mantenere la mobilità e la circolazione linfatica del seno,
ridurre aderenze e tensioni post chirurgiche,
migliorare la postura e la respirazione, fondamentali per il benessere del torace,
imparare come palpare correttamente e riconoscere segnali del proprio corpo.
Se non hai mai praticato l’autopalpazione, non temere, possiamo guidarti passo dopo passo a conoscere il tuo corpo in modo consapevole e sereno.
Durante una consulenza puoi imparare come e quando fare l’autopalpazione, come gestire eventuali cambiamenti del tessuto e quali esercizi favoriscono il drenaggio linfatico e la salute del seno.
Nel frattempo puoi guardare un video esplicativo può guidarti: https://youtu.be/TaEOsZib84Y
L’autopalpazione non costa nulla, ma ha un valore immenso: è un gesto d’amore verso te stessa.
Conoscere il proprio corpo significa prevenire, ascoltarsi e prendersi cura di sé ogni giorno.
a cura della Dott.ssa F. Besozzi
La prevenzione del tumore al seno è un atto di responsabilità verso se stesse. È fatta di piccoli gesti quotidiani: muoversi, respirare, nutrirsi in modo equilibrato, dormire bene, ridurre lo stress e — soprattutto — imparare ad ascoltare il corpo.
L’osteopatia, insieme alla fisioterapia e alla nutrizione, rappresenta un approccio complementare alla salute femminile: non solo cura, ma educazione alla consapevolezza e al benessere.
In Clinica Rigenera è possibile trovare un'equipe donna, dedicata interamente al benessere femminile. E’ un luogo dove scienza, ascolto e prevenzione si incontrano per accompagnarti nella cura del tuo corpo, ogni giorno.
Se hai bisogno di un consulto puoi trovare i link qui: https://www.clinicarigenera.com/prenota-online
Riferimenti bibliografici
AIOM. Linee Guida Carcinoma Mammario, 2024.
Istituto Superiore di Sanità (ISS). Epidemiologia e Prevenzione del Tumore al Seno, 2024.
World Cancer Research Fund International. Breast Cancer Report, 2023.
OMS, Global Breast Cancer Initiative Framework, 2023.
Hodge LM et al., J Am Osteopath Assoc, 2012.
Fede C. et al., Frontiers in Physiology, 2022.




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